Da oggi, sono costretto a sospendere  l’aggiornamento del Sito, spero provvisoriamente, poiché sono positivo al Covid.

Scusatemi, ma sento di dover fare questa scelta di prudenza per curarmi meglio.

 

 

Carissimi fratelli e sorelle, Gesù viene per portarci la pace e il Vangelo ci dice: “Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato a Betlemme, nella città di Davide, il salvatore, Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia”. Egli ha scelto di vivere una vita povera, umile, senza ricchezze, senza comodità, senza ambizioni sociali. Egli era un re in esilio, uno straniero senza città, ha fatto ritorno alla sua dimora, perché la terra, prima di essere la terra degli uomini, è la terra di Dio. Con la Liturgia cantiamo: “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini amati dal Signore”.
Canto dell’Ingresso:

Atto penitenziale: Confesso …
Colletta

O Dio, che in modo mirabile ci hai creati a tua immagine, e in modo più mirabile ci hai rinnovati e redenti, fa’ che possiamo condividere la vita divina del tuo Figlio, che oggi ha voluto assumere la nostra natura umana. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo…
 
LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura

Is 52,7-10
Dal libro del profeta Isaia
Come sono belli sui monti i piedi del messaggero che annuncia la pace, del messaggero di buone notizie che annuncia la salvezza, che dice a Sion: «Regna il tuo Dio». Una voce! Le tue sentinelle alzano la voce, insieme esultano, poiché vedono con gli occhi il ritorno del Signore a Sion. Prorompete insieme in canti di gioia, rovine di Gerusalemme, perché il Signore ha consolato il suo popolo, ha riscattato Gerusalemme.
Il Signore ha snudato il suo santo braccio davanti a tutte le nazioni; tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio.

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Salmo 97
Ripetiamo: Tutta la terra ha veduto la salvezza del nostro Dio.

  1. Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie. Gli ha dato vittoria la sua destra e il suo braccio santo. Rit.
    2. Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza, agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia. Egli si è ricordato del suo amore, della sua fedeltà alla casa d’Israele. Rit.3. Tutti i confini della terra hanno veduto la vittoria del nostro Dio. Acclami il Signore tutta la terra, gridate, esultate, cantate inni! Rit.

    4. Cantate inni al Signore con la cetra, con la cetra e al suono di strumenti a corde; con le trombe e al suono del corno acclamate davanti al re, il Signore. Rit.

Seconda Lettura   Eb 1,1-6
Dalla lettera agli Ebrei  
Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha stabilito erede di tutte le cose e mediante il quale ha fatto anche il mondo. Egli è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza, e tutto sostiene con la sua parola potente. Dopo aver compiuto la purificazione dei peccati, sedette alla destra della maestà nell’alto dei cieli, divenuto tanto superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato. Infatti, a quale degli angeli Dio ha mai detto: «Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato»? e ancora: «Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio»? Quando invece introduce il primogenito nel mondo, dice: «Lo adorino tutti gli angeli di Dio».
Parola di Dio


Canto al Vangelo

Alleluia, alleluia.
Un giorno santo è spuntato per noi: venite tutti ad adorare il Signore; oggi una splendida luce è discesa sulla terra.
Alleluia.

Vangelo  Gv 1,1-18 [forma breve Gv 1,1-5.9-14]
Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.

+ Dal vangelo secondo Giovanni  
In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue né da volere di carne
né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me è avanti a me,
perché era prima di me». Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato.

Parola del Signore

 

Omelia

Maria e Giuseppe si recano a Betlemme per il censimento: Giuseppe doveva farsi censire assieme a Maria perché dovevano registrare se stessi. Maria in questa circostanza partorisce il figlio, frutto dello Spirito Santo. Per dare ragione della nostra fede, Luca ci parla di Giuseppe, definito Galileo e Nazaretano; Maria, che affronta un parto difficile per l’albergo che si rifiuta di ospitare la coppia di coniugi e poi i pastori e gli angeli. I pastori sono i primi destinatari dell’annuncio celeste. Proprio i peccatori e i lontani sono i primi destinatari dell’amicizia del Figlio di Dio incarnato e con essi tutti i popoli: Ebrei, pagani, non credenti che vengono simboleggiati dalla presenza del bue e dell’asinello (Ratzinger). L’effetto della Nascita è universale e cosmico: tutti quanti si ritrovano nella greppia di Betlemme e anche noi dovremmo arrivare al Bambino non con la consueta indifferenza o superficialità, ma con i sentimenti stessi dei pastori di Betlemme che vengono avvinti dal fascino dell’annuncio angelico. Anche noi dovremmo infatti considerarci peccatori, insufficienti e precari, bisognosi di essere raggiunti dalla Luce e avvolti dal Mistero del Dio che, pur restando Dio, si fa Bambino. Anche noi possiamo comprendere di essere bisognosi per poter sperimentare la misericordia immediata nello stesso Bambino di Betlemme.
La notte è sempre stata il luogo della salvezza, il tempo in cui Dio agisce a favore del popolo, come ad esempio la notte in cui liberava gli Israeliti dalla schiavitù dell’Egitto o come quando risparmiò ad Abramo di sacrificare il proprio Figlio. In questa notte Dio si incarna e assume la carne di un Bambino e ancora più grandioso è che Dio, anche facendosi Bambino, resta pur sempre Dio, con la natura umana e divina.

Credo (Alle parole “Per opera dello Spirito Santo si è incarnato”, ci si inginocchia per una breve adorazione).

Preghiera dei fedeli
In questo Natale, illuminato dalla luce di Cristo che nasce nei nostri cuori, rivolgiamoci al Padre, Signore della vita, per ringraziarlo del dono del suo Figlio e per affidargli, ancora una volta, le attese e le speranze della Chiesa e del mondo intero.
Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore!

1. O Padre, fa’ che la Tua Chiesa sappia annunciare al mondo Gesù Cristo Salvatore, portando in tutte le famiglie i segni della tenerezza, dell’amicizia e dell’umiltà. Preghiamo:
2. O Padre, rischiara le tenebre del mondo, che sono l varie forme di violenza, di ingiustizia, di egoismo, con la luce del tuo Figlio Gesù che in questo Natale continua ad essere presente in mezzo a noi. Preghiamo:
3. O Padre, fa’ che non inquiniamo questo tempo di grazia con il consumismo e la superficialità, ma questo Natale 2020 sia occasione per un vero incontro personale e comunitario con Gesù. Preghiamo:
4. O Padre, fa’ che l’Incarnazione di Cristo, vita nuova per il mondo, sia sollievo per coloro che soffrono per le varie malattie del corpo e per tante fragilità e miserie nello spirito. Preghiamo:
5. O Padre, per Cristo, per l’intercessione della Vergine Maria Sua Madre e per San Giuseppe, fa’ che compiamo opere buone scrivendo così una pagina di quella storia che realizza il tuo Regno d’amore. Preghiamo:

O Padre, ascolta le nostre preghiere anche se noi siamo piccoli, infedeli, incapaci di corrispondere alla tua bontà. Tu che hai voluto che tuo Figlio nascesse povero, riempi il vuoto interiore del mondo di oggi con il tuo Amore. Per Cristo nostro Salvatore. Canto finale

Canto dell’offertorio

Canto di Comunione

Canto finale