Domenica XXV del Tempo Ordinario

PERLE NEL VANGELO - CREDENTI

 

Carissimi, oggi Gesù ci invita a capire che i nostri pensieri sono diversi dai suoi. Egli, in momenti diversi, chiama tutti a lavorare nella sua vigna, per curarla e farla fruttificare. Con la sua chiamata ci offre l’occasione di lavorare non con pigrizia nelle retrovie, ma generosamente in frontiera, per annunciare e testimoniare coraggiosamente il suo Vangelo. Noi, chiamati a lavorare nella sua vigna fin dalla prima ora, dobbiamo però rispondere, giorno dopo giorno, a sempre nuove chiamate senza fare confronti, coltivare invidie e gelosie. Dio chiama e ricompensa liberamente ciascuno. Egli non mette mai al primo posto gli interessi economici, ma tien conto delle necessità delle persone

Canto d’ingresso:

Atto penitenziale

Signore, che ci chiami ad operare nella tua vigna con prontezza e generosità, abbi pietà di noi. Signore, pietà.

Cristo, che ci chiami a non fare confronti e a non essere invidiosi, abbi pietà di noi. Cristo, pietà.

Signore, donaci di dirti il nostro “sì” all’ora in cui ci chiami, abbi pietà di noi. Signore, pietà.

Colletta
O Padre, giusto e grande nel dare all’ultimo operaio come al primo, le tue vie distano dalle nostre vie quanto il cielo dalla terra; apri il nostro cuore all’intelligenza delle parole del tuo Figlio, perché comprendiamo l’impagabile onore di lavorare nella tua vigna fin dal mattino. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura  Is 55, 6-9
I miei pensieri non sono i vostri pensieri.

Dal libro del profeta Isaia
Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino. L’empio abbandoni la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri; ritorni al Signore che avrà misericordia di lui e al nostro Dio che largamente perdona. Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore. Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Salmo 144
Ripetiamo: Il Signore è vicino a chi lo invoca.

1. Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre.
Grande è il Signore e degno di ogni lode;
senza fine è la sua grandezza. Rit.

2. Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature. Rit.

3. Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità. Rit.

Seconda Lettura

  Fil 1,20c-24.27a
Per me vivere è Cristo

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi.
Fratelli, Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva sia che io muoia. Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno. Ma se il vivere nel corpo significa lavorare con frutto, non so davvero che cosa scegliere. Sono stretto infatti fra queste due cose: ho il desiderio di lasciare questa vita per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; ma per voi è più necessario che io rimanga nel corpo. Comportatevi dunque in modo degno del vangelo di Cristo.

Parola di Dio

Canto al Vangelo
  Cf At 16,14b
Alleluia, alleluia.
Apri, Signore, il nostro cuore
e comprenderemo le parole del Figlio tuo.
Alleluia.

Vangelo Mt 20, 1-16
Sei invidioso perché io sono buono?

+ Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».

Parola del Signore

IMPARATE DA ME, DICE IL SIGNORE

Un padrone dal cuore di “padre”

A chi di noi non è capitato di pensare: “Dio, non è giusto!”? quando è successo qualcosa di terribile, e ci è sembrato che Dio non abbia agito giustamente?  La parabola del Vangelo sembra giustificare le ingiustizie presenti anche oggi: salari bassi a chi lavora tanto e paghe da favola a chi fa poco o addirittura ruba. Non è giusto! Gesù non ci vuole parlare di lavoro e salari ma vuole smontare la nostra idea sbagliata di Dio, che nonostante siano passati 2000 anni, ancora oggi condiziona il nostro rapporto con Lui e tra noi.
Dio è un padrone più interessato ai lavoratori che al lavoro. Non vuole nessuno senza lavoro e inattivo, senza salario e senza futuro. È un padrone buono che non viene capito dai lavoratori che per primi ha preso a giornata. Con loro ha fatto un patto e ne resta fedele. Ma questi ultimi non capiscono che questo padrone non è orientato ai propri interessi economici, ma il suo interesse è che ognuno abbia qualcosa, anche gli ultimi arrivati, che la sfortuna, le situazioni sbagliate della vita, le scelte errate loro o di qualcun altro li ha portati alla fine della giornata alla soglia della disperazione. Questo padrone non vuole disperati, ma anche agli ultimi dà una opportunità. Ma l’invidia corrode il cuore dei primi lavoratori, incapaci di mettersi nei panni degli ultimi e tanto meno nella mentalità del padrone. L’invidia crea fratture, giudizi, cattiverie e divide. L’invidia non fa vedere la bontà che si manifesta nelle scelte apparentemente ingiuste di questo padrone. Dio è questo padrone dal cuore di padre, che gli operai li tratta da figli e non calcola il suo amore in base ai risultati. Dio è buono! E questa bontà acceca la mente il cuore degli invidiosi. La bontà di Dio tenta di contagiare la nostra. Gesù è proprio Dio stesso che si è fatto ultimo e povero perché capissimo che Dio è un padrone-padre e non un padre-padrone.

Preghiera dei fedeli
O Padre, i tuoi pensieri vanno oltre i nostri pensieri! Converti i nostri cuori e ispira le nostre preghiere, perché possiamo comprendere che i tuoi interventi sono guidati da un amore infinito.
Preghiamo dicendo: Signore, rendi il nostro cuore simile al Tuo.

1. Perché i battezzati si sentano amati e scelti per una missione da svolgere nella Chiesa, impegnandosi a riconoscere il progetto che il Signore ha per ciascuno di loro. Preghiamo.
2. Perché noi che spesso inseguiamo sensazioni e novità, scopriamo la bellezza e la grandezza della fede e ispiriamo i nostri atteggiamenti alla vita di Cristo. Preghiamo.
3. Perché gli anziani orientino la loro esistenza verso i valori eterni, vivendo con sollecitudine e zelo il distacco dalle cose materiali e coltivino l’amore verso tutti e la preghiera. Preghiamo.
4. Perché chi ha vissuto nella dissipatezza, sciupando il suo tempo e le sue qualità,  si converta e sperimenti la gioia di essere accolto dal Signore come un operaio dell’ultima ora. Preghiamo.
5. Perché dalla nostra comunità scompaiano invidie e gelosie, e vengano valorizzati i doni di ciascuno e tutti ci prendiamo cura dei più bisognosi. Preghiamo.

Ascolta, o Padre, le nostre preghiere, che rivolgiamo a te per collaborare al tuo disegno di salvezza, come operai nella vigna di questo tuo mondo. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.