ATEISMO E DESIDERIO DI DIO NELL’UOMO DEL XXI SECOLO DI HENRI DE LUBAC

La lotta tra fede e incredulità si deciderà anche nella capacità o meno d’attuare questa prospettiva. …Per questo ci è sembrato che l’opera di Henri de Lubac costituisse un approdo e un punto di рartenza privilegiato per un’analisi che deve tener conto tanto dell’incolore attualità quanto del futuro fecondo che in essa si cela. La sua teologia. infatti, sottopone l’ateismo a una severa critica e oscilla tra un’aperta condanna degli esiti di questo pensiero e toni di velata simpatia per le esperienze geniali che esso contiene. Certo, egli non lascia dubbi sulla negatività complessiva del fenomeno, ma ci consegna anche scritti di articolata complessità, che bene illuminano il tormento e il travaglio di anime inappagate dell’esistente e in rivolta contro ingiustizia e finzione. Egli ci conduce lungo un percorso tortuoso, dove la tersa adesione di fede alla Persona di Cristo è chiamata a misurarsi con la provocazione di visioni del mondo che pretendono di superarla e soppiantarla definitivamente, mentre lo spirito è sfidato in una lotta senza esclusione di colpi, da cui deve saper trarre tutto il positivo nella propria ricerca di un senso ultimo delle cose. … La palude indifferentista nella quale ancora ci muoviamo è condizionata da concezioni che hanno preteso di ridurre il cristianesimo alle misure dell’uomo, togliendo di mezzo quanto in esso è d’intralcio al libero dispiegamento di un “autonomia” creaturale concepita come arbitraria posizione/imposizione di opzioni e di fini. Eliminato dal cristianesimo lo scandalo dell’Amore, è stato facile accordarsi su una nozione di natura umana non più aperta al soprannaturale e all’azione della Grazia ma disponibilissima ad attingere a piene mani dalla Tradizione cristiana e a mondanizzarne i contenuti.