2. Ecco come si svolge la mia giornata – SILVIA da Bari

Cappellina della nostra Comunità

Caro don Francesco, eccomi di nuovo! Mi viene più facile scrivere a te perché so che comprendi ogni mia parola ed in questi due anni vissuti insieme, hai avuto modo di conoscermi e guidarmi. Oggi, rispetto a quando ero a San Polo, con il lavoro, la casa e la famiglia, mi riesce spontaneo scrivere, direi che ne sento la necessità. Un po’ perché non saprei con chi aprirmi e condividere questi miei pensieri e momenti, un po’ perché ho tutto il tempo per farlo e le motivazioni di certo non mancano! 

In questo momento sono in cappella con Gesù.  Ciò che voglio raccontarti con questa breve lettera, è come si svolge la mia giornata qui a Bari. Ho ripreso ad alzarmi molto presto al mattino: la sveglia suona alle sei, in quanto condivido il bagno con l’altra ragazza, Cinzia, che si trova con me qui in casa di accoglienza. Prima di scendere per le Lodi mattutine, mi aspetta un breve passaggio in cucina per un caffè, preparato dalle suore, in piena solitudine (e questo mi ricorda molto le mie colazioni a casa, infatti è uno dei momenti della giornata che apprezzo!). Poi alle 6.45 recita delle Lodi nella nostra piccola ma confortevole cappella. Al termine partenza per la Santa Messa delle 7.30 presso la chiesa di S.Antonio gestita dai frati francescani. Al rientro colazione tutte insieme e verso le 9.00 si parte per la giornata, ognuna con i suoi programmi. Per quanto mi riguarda non ho particolari compiti, se non quello di dedicarmi alla preghiera, alla lettura (compreso il libro di Santa Teresina) ed alla riflessione. Ogni mattina con suor Valeria, superiora della casa, nonché nostra responsabile, facciamo un momento di ascolto e meditazione più approfondita sulla Parola del giorno, seguita dalla condivisione e da uno spazio di preghiera personale fino all’ora di pranzo che si aggira intorno alle 12.30. Il pranzo viene vissuto in maniera comunitaria, tutte insieme e senza televisione! È compito della Madre superiora e della vice servirci. Quando piano piano l’ho capito, ho pensato che fosse un po’ strana questa cosa: io che partita da casa, pensavo di dover dimostrare subito il mio servizio e la mia voglia di rendermi disponibile. La risposta della sapienza (suor Franceschina di 85 anni) mi dice: non ti preoccupare, stai seduta, ogni cosa a suo tempo e ne avrai di tempo. Il pranzo si conclude con la recita dell’ora sesta per poi recarsi nelle proprie stanze per un’ora di riposo. Ora di risposo che apprezzo molto volentieri perché gestire tutte, le emozioni, i pensieri ed i cambiamenti non è per niente facile. Alle tre ci troviamo per un momento di formazione con suor Valeria oppure con suor Laura (la vice): un esempio, l’altro giorno abbiamo approfondito la liturgia delle ore. Alle 16.30 ci aspetta un momento di vita comunitaria con una tisana e qualche biscotto, senza tv e senza cellulare! Alle 17.30 tutte insieme ci spostiamo nuovamente in cappella per la recita del Santo Rosario, ufficio delle letture, meditazione e vespri, il tutto fino all’ora cena , 19.30 circa. Due ore potrebbero sembrare pesanti, invece in questo momento per me sono una vera boccata d’ossigeno. La cena si sviluppa come il pranzo, questa volta però con la tv a farci compagnia e rigorosamente con l’ascolto del TG1! Ecco, questo è l’unico momento della giornata in cui mi sento “stretta”. Non sono mai stata un’appassionata dei tg e dover rimanere seduta a tavola fino al termine è per me una sofferenza, considerata anche la stanchezza della giornata che si fa sentire. Dopo aver cenato, mi spiegavano che solitamente ci sono attività di vario tipo in parrocchia che ci tenevano impegnate, ma ora con chiusura Covid , tutto è bloccato. Per tanto la giornata si conclude con un breve momento comunitario e poi chi vuole si ferma per guardare un film, chi non vuole invece può recarsi nella propria stanza: cosa che puntualmente faccio io! La stanchezza alla sera è così forte che, dopo aver risposto a qualche messaggio, mi addormento prontamente!

Piano piano inizio a capire come funziona, a conoscere qual’è il mio posto all’interno della casa e a seguire quelle che sono le indicazioni di suor Valeria, che più che superiora, percepisco come una sorella maggiore che veramente ci ha prese per mano e si dedica a questo suo compito con tutto il cuore. Mi è venuto infatti spontaneo l’altra mattina pregare in particolare per lei. Ovviamente in questo tempo sto assaporando molte cose e momenti che devo ancora bene discernere, ma dei quali ti racconterò molto presto! Un grande abbraccio, Silvia.

P.S.: Grazie per la tua risposta dell’altra sera, mi ha donato una notte di serenità! Porta i miei saluti a don Alberto, Paola, Manuela, Tatiana e Giulio, a tutti quelli che ti chiedono di me! Ed in particolare un affettuoso e speciale abbraccio ai chierichetti che porto stretti nel mio cuore.