2. CATECHESI PER ADULTI, Scheda 6

UNITA’ PASTORALE DI SAN POLO E VAZZOLA

CATECHESI PER ADULTI, Scheda 6

 ANNO PASTORALE 2020-2021

TEMA: “Figlioli, non avete nulla da mangiare?”

Dalla lettera pastorale del vescovo Corrado

Sembra quasi banale la domanda di Gesù e tuttavia è molto bella e significativa. Per certi aspetti potrebbe assomigliare a un semplice e familiare: “Come state?”.

Ma la domanda di Gesù è più concreta. Essa si inserisce nell’ordinarietà della vita, in quell’ordinarietà per sostenere la quale egli ha insegnato a chiedere il pane di ogni giorno. Dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano.

E questo fa venire in mente le ripetute volte che proprio Gesù si prende a cuore il bisogno di mangiare dei suoi discepoli o della gente: “Venite in disparte e riposatevi un po’” dice ai suoi apostoli i quali erano talmente presi dall’andirivieni della folla che – osserva Marco – “non avevano neanche il tempo per mangiare”. Come pure fu Gesù a sollevare la questione del mangiare per la folla che lo seguiva nel deserto. Ed è sempre lui a dire ai genitori della fanciulla che aveva risuscitato: Datele da mangiare.

Certo, Gesù aveva detto anche che “non di solo pane vivrà l’uomo”. E certamente nella domanda che fa agli apostoli (“Figlioli, non avete nulla da mangiare?”) c’è un livello ulteriore rispetto al cibo materiale. Potremmo così esprimerlo: Figlioli, non avete più nulla che sostenga e alimenti la vostra vita? Siete rimasti privi di ciò che dà consistenza e speranza alla vostra esistenza?

Non dobbiamo perdere di vista quella indicazione che sempre ci colpisce e ci commuove: Gesù si fa vicino alle persone accostandosi con immediatezza al loro bisogno quotidiano. È una domanda che si riferisce a ciò che è essenziale, un po’ come quella prima domanda concreta delle mamme ai loro ragazzi che sono ai campiscuola: “Cos’hai mangiato? Come si mangia? Hai mangiato bene?”. Gesù non “spiritualizza” la relazione con le persone, specialmente con le persone che vivono il momento della prova, ma si accosta a loro in modo integrale, mai settoriale. E anche questo ha certamente qualcosa da dirci riguardo al modo con cui noi siamo chiamati ad accostarci alle persone e a vivere la relazione con loro in questo momento di lento ritorno ad una nuova normalità.

La risposta degli apostoli è negativa: “No!”. Non hanno proprio niente da mangiare; ed è una affermazione materiale e spirituale insieme. È come se dicessero: “Siamo senza cibo, ma anche senza di ciò che può dare valore, forza e speranza alla nostra vita”.

Continuiamo a riflettere…

Gesù prende l’iniziativa e chiede: «Piccoli figli, non avete nulla da mangiare?». Egli si rivolge loro con un appellativo affettuoso, paterno e materno insieme – piccoli figli –; è come se dicesse: «Non temete, non vi ho lasciati orfani, privi di me», compiendo così la promessa fatta in occasione dei discorsi di addio.

 

Dall’enciclica “FRATELLI   TUTTI” di Papa Francesco

Lo scarto mondiale

  1. La mancanza di figli, che provoca un invecchiamento della popolazione, insieme all’abbandono delle persone anziane a una dolorosa solitudine, afferma implicitamente che tutto finisce con noi, che contano solo i nostri interessi individuali. Così, «oggetto di scarto non sono solo il cibo o i beni superflui, ma spesso gli stessi esseri umani»… Non ci rendiamo conto che isolare le persone anziane e abbandonarle a carico di altri senza un adeguato e premuroso accompagnamento della famiglia, mutila e impoverisce la famiglia stessa. Inoltre, finisce per privare i giovani del necessario contatto con le loro radici e con una saggezza che la gioventù da sola non può raggiungere.

  1. Questo scarto si manifesta in molti modi, come nell’ossessione di ridurre i costi del lavoro, senza rendersi conto delle gravi conseguenze che ciò provoca, perché la disoccupazione che si produce ha come effetto diretto di allargare i confini della povertà. Lo scarto, inoltre, assume forme spregevoli che credevamo superate, come il razzismo, che si nasconde e riappare sempre di nuovo. Le espressioni di razzismo rinnovano in noi la vergogna dimostrando che i presunti progressi della società non sono così reali e non sono assicurati una volta per sempre.

  1. Ci sono regole economiche che sono risultate efficaci per la crescita, ma non altrettanto per lo sviluppo umano integrale. È aumentata la ricchezza, ma senza equità, e così ciò che accade è che «nascono nuove povertà». Quando si dice che il mondo moderno ha ridotto la povertà, lo si fa misurandola con criteri di altre epoche non paragonabili con la realtà attuale. Infatti, in altri tempi, per esempio, non avere accesso all’energia elettrica non era considerato un segno di povertà e non era motivo di grave disagio. La povertà si analizza e si intende sempre nel contesto delle possibilità reali di un momento storico concreto.

      Diritti umani non sufficientemente universali

  1. Molte volte si constata che, di fatto, i diritti umani non sono uguali per tutti. Il rispetto di tali diritti «è condizione preliminare per lo stesso sviluppo sociale ed economico di un Paese. Quando la dignità dell’uomo viene rispettata e i suoi diritti vengono riconosciuti e garantiti, fioriscono anche la creatività e l’intraprendenza, e la personalità umana può dispiegare le sue molteplici iniziative a favore del bene comune». Ma «osservando con attenzione le nostre società contemporanee, si riscontrano numerose contraddizioni che inducono a chiederci se davvero l’eguale dignità di tutti gli esseri umani, solennemente proclamata 70 anni or sono, sia riconosciuta, rispettata, protetta e promossa in ogni circostanza. Persistono oggi nel mondo numerose forme di ingiustizia, nutrite da visioni antropologiche riduttive e da un modello economico fondato sul profitto, che non esita a sfruttare, a scartare e perfino ad uccidere l’uomo. Mentre una parte dell’umanità vive nell’opulenza, un’altra parte vede la propria dignità disconosciuta, disprezzata o calpestata e i suoi diritti fondamentali ignorati o violati». Che cosa dice questo riguardo all’uguaglianza di diritti fondata sulla medesima dignità umana?

Ci interroghiamo

  • Quali sono gli “alimenti” che mancano di più all’uomo d’oggi?

  • Le frasi del Papa, magari sentite altre volte, provocano anche la nostra coscienza, oppure noi ci sentiamo a posto e le colpe sono di altri? Ci capita mai di lamentarci come se ci sentissimo anche noi privati dei nostri “diritti”?

Preghiamo

Insegnaci, Signore, a sentire nella nostra carne la ferocia dell’ingiustizia, quella patita dalle persone povere e oppresse su tutta la terra, oggi come ieri; a supplicare la venuta della giustizia sulla terra e il compimento della promessa che hai fatto ai poveri, e a sperare contro ogni speranza. Amen