2. CATECHESI PER L’AVVENTO, Scheda 8

UNITA’ PASTORALE DI SAN POLO E VAZZOLA

CATECHESI PER ADULTI 2020 – 2021

…verso il Natale  con MARIA

TEMA: 8 Dicembre: IMMACOLATA CONCEZIONE della BEATA VERGINE MARIA

 Il dogma dell’Immacolata Concezione fu promulgato da papa Pio IX nel 1854, ma già nel 1439 il concilio di Basilea considerò questo mistero come una verità di fede.

In esso contempliamo Maria preservata da ogni traccia di peccato, anche da quello originale, fin dal concepimento. Dio ha voluto preparare una degna dimora per suo Figlio: in Maria per prima risplende il segno della redenzione compiuta da Gesù Cristo.

È la festa dello stupore: in Maria vediamo la bellezza della santità, che consiste nel credere alla promessa della gioia che Dio vuole per i suoi figli, e accettare di vivere di conseguenza.

 

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, 27a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
29A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. 30L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

34Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». 35Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. 36Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: 37nulla è impossibile a Dio». 

38Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

 

In una terra ai margini della Palestina, in un villaggio insignificante, in una casa semplice e sconosciuta, in una famiglia quotidiana si realizza il mistero dell’umanizzazione di Dio: Dio, l’eterno, si fa mortale, il forte si fa debole, il celeste si fa terrestre. L’Apostolo Paolo, quando cercherà di cantare questo evento nella fede cristiana, affermerà: “Colui che era Dio svuotò se stesso, diventando uomo”.

Questo  evento inaudito e impossibile per noi umani, è avvenuto perché “tutto è possibile a Dio”, ma come raccontarlo? La verità da esprimere è che un uomo come Gesù, il Figlio di Dio divenuto carne mortale, solo Dio ce lo poteva dare. Non poteva essere il frutto di volontà umana, non poteva essere generato dalla sola umanità, non poteva essere semplicemente il figlio di una coppia umana. Ed ecco, per rivelare la verità profonda di questo evento, al di là di ciò che risultava visibile agli occhi della gente di Nazaret, una narrazione che cerca di dirci come Dio è intervenuto e ha agito, come Gesù è un dono che solo Dio poteva darci. A una giovane donna ebrea, chiamata Maria, Dio guarda con amore, fino a sentirla e proclamarla come “amata”, “riempita e trasformata dalla sua grazia, dal suo amore”. Dio le fa sentire la sua presenza, la sua vicinanza, le fa sentire che “è con lei”, per questo Maria deve rallegrarsi. Del resto, Dio-con-noi, ‘Immanuel , non è forse uno dei nomi di Dio?

Maria però confessa: “Io non conosco uomo!”, riconoscendo cioè l’impossibilità umana di dare alla luce un figlio in quella condizione, dunque la sua incapacità a concepire e a partorire un tale figlio. In lei c’è soltanto un vuoto, più radicale di quello di una donna anziana e sterile come sua cugina Elisabetta, un vuoto dal quale non può avvenire generazione. Ma il Signore Dio nella sua potenza fa cose inaudite e grandi, e le opera in lei: sarà come una nuova creazione! Come lo Spirito del Signore planò sulle acque nell’in-principio, per generare la vita, così ora lo stesso Spirito santo scende su Maria, e la sua Presenza, che la copre come ombra, renderà possibile che la Parola di Dio si faccia carne e che quel vuoto diventi il luogo in cui Dio raggiunge l’uomo, generando suo Figlio quale “Figlio nato da donna”.

Ecco il mistero dell’incarnazione, di fronte al quale si può soltanto adorare, contemplare e ringraziare. Solo Dio poteva darci un uomo come Gesù, e a questo dono ha risposto con un “amen”, un sì disponibile, Maria, la donna di Nazaret che Dio ha scelto facendola oggetto della sua grazia, della sua benevolenza, del suo amore totalmente gratuito.

«Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».

Con queste parole pronunciate da Maria inizia una nuova, fondamentale pagina nella storia dell’umanità e nel cammino di salvezza. Sono parole piene di significato, ognuna di esse è fonte di riflessione per ogni cristiano chiamato a confrontarsi con la propria vocazione. Non si tratta di un cammino semplice, anzi spesso ci lasciamo sopraffare dai dubbi, dalle incertezze, non riusciamo ad abbandonarci completamente al progetto che Dio ha su ognuno di noi, quasi temendo le conseguenze del nostro sì. Maria, invece, rappresenta l’esempio più alto di essere umano che accoglie, pur non comprendendolo a pieno, la sua vocazione, ciò a cui è stata chiamata: diventare la madre di Dio.

Ci interroghiamo

  • Cosa mi colpisce maggiormente nella visita dell’angelo Gabriele a Maria?

  • Io riesco a percepire la “visita” di Dio nella mia vita? E riesco ad essere “visita” di Dio nella vita degli altri?

  • La Parola di Dio si è incarnata in Maria. Come la Parola di Dio sta prendendo “carne” nella mia vita?

 

Preghiamo

L’angelo dice a Maria: «Rallegrati, tu che sei stata e rimani piena del favore divino. Cioè tu che non sei stata mai separata da Dio. La tua relazione con Dio non è mai stata interrotta dal peccato, a partire dal seno materno. In te, o Maria, c’è la pienezza dell’armonia divina. Il Signore è con te da sempre e per sempre. Dio, vedendo in anticipo, si è come innamorato di te, ti ha vista adatta ad un compito grandioso, perciò ti ha scelta, riempiendoti della sua grazia, rendendoti partecipe della sua vita sin dall’inizio della tua esistenza».

Santa Maria, donna obbediente, tu che hai avuto la grazia di camminare al cospetto di Dio, fa che anche noi, come te, possiamo essere capaci di cercare il suo volto”.             Amen