Lunedì 21 dicembre farò il viaggio di rientro e rimarrò con voi per 15 giorni, a prestissimo …

Caro don Francesco, sto continuando a leggere il libro di Santa Teresa del Gesù Bambino ed ho pensato di scriverti proprio perché la sento sempre molto vera e vicina anche ai miei sentimenti. L’altro giorno ho terminato il manoscritto A, che in futuro rileggerò sicuramente sottolineando alcuni passaggi che veramente riempiono il cuore. Da poco ho iniziato il manoscritto B e sono giunta alle righe in cui Santa Teresina scopre e ci rivela la sua vocazione: che pagina!!

Sono due giorni che la leggo e la rileggo; non riesco ad andare avanti perché è così bella che sembra riassumere in sè tutta la sua vita: la paura ed il timore di non avere doni, e di non sapere quale scegliere perché avrebbe voluto averli tutti, per poi scoprire dentro di sè che possedeva la cosa più importante in assoluto e che di quella cosa lei ne era portatrice: l’amore! E che meraviglia! Che bellezza! Che splendore! Vedere la quotidianità con gli occhi di Santa Teresina. Quanto è affascinante scoprire l’amore in ogni piccolezza! Come la capisco!

Ma la capisco anche quando il timore di non saper fare nulla si fa sentire. Ora che sono qui mi guardo molto spesso attorno ed inevitabilmente mi viene di fare confronti con le altre persone, in particolare con le suore, e mi spaventa il fatto di non avere le capacità che vedo in loro. Mi chiedo spesso che cosa il Signore abbia visto in me, perché mi abbia chiamato e dove abbia bisogno di me. In questo mi viene in aiuto e sostegno suor Valeria, che sento veramente essere una persona di Dio, la quale mi dice che l’unica cosa che il Signore chiede ad ognuno di noi è Amare. Gesù non ci chiede di essere bravi o capaci di fare bene qualcosa in particolare, ma ci chiede semplicemente di amare e lasciarci amare perché noi siamo perfetti così come Lui ci ha fatti con i nostri limiti e con i nostri doni che tutti, piccoli o grandi che siano, abbiamo! C’è solo da scoprire la forma con la quale dare voce e spazio al suo amore ed alla fine scopriremo che avremo più doni di quello che credevamo!

“Parole sante!” mi verrebbe da dire, ma in questo momento iniziale del mio cammino vedo la strada molto molto faticosa e molto spesso si fanno sentire le paure e la domanda: ma dove vuoi andare in giro per il mondo senza saper fare nulla? Ieri mattina suor Valeria ha tenuto una catechesi agli adulti durante la Novena di Natale (qui al sud la Novena si fa al mattino prima della messa) e mi chiedevo come facesse: era veramente brava e sciolta in quello che faceva. Mi sono sentita così piccola, ma così piccola ed incapace che ho guardato a Gesù e gli ho chiesto con tutto il cuore di farmi diventare il più piccolo di tutti i semi!

Quando ho chiesto questo ho pensato: al più nascosto, al più invisibile, al più umile, al più servitore, al più semplice, al più ultimo di tutti i semi!

Non voglio stare davanti alle persone, io voglio stare dietro, voglio essere l’ultima di tutti e la meno visibile. Cose facili, cose semplici, dove non mi senta di dover dimostrare ma semplicemente di amare con gesti concreti. L’altro giorno poi ho pensato: mi basterebbe arrivare a fare bene anche una sola cosa! Cosa? Non lo so, quella che vorrà Gesù e in cui io mi senta me stessa in tutta pienezza! Anche la più piccola e semplice, va bene!

”Signore fammi diventare il più piccolo di tutti i semi!”

Lunedì faccio il viaggio di rientro e rimango con voi per 15 giorni, a prestissimo don Francesco!